Le relazioni pericolose. The future was a drawing

18 febbraio 2010


Le volte in cui la voce è ingoiata,  il silenzio addosso è solo balsamo; e non pensarci più.
Lancìati più e più volte sassolini indietro nel tempo: tornare in punti che non piacciono e poi riattraversarlo, malmostoso, fino al presente. Ogni volta è diverso. Ti accorgi che non c’eri e scopri di esserci, che loro non t’hanno disegnato neanche a matita, ma in compenso hanno spalato una discreta quantità di merda ed hai passato una vita ad elaborare astruse strategie per non rimanere soffocata. E che è il caso di fare a meno di tutto quel pensiero impotente. Li chiudi in una bottiglia, in cui hanno deciso di vivere, lasci che scelgano loro se chiudersi dentro con un tappo oppure no e ricominci tutto da capo, senza fare finta che sia facile. Ma neanche che sia troppo difficile.  Poggi una gomma pane sulla rabbia e traslochi dalla terra di mezzo. Te ne fai una ragione. Temperi la matita, metti il foglio contro il vetro e tiri una linea dritta fino a tagliare il foglio da disegno. Loro là e tu di qua. Perché io voglio, ostinatamente voglio, sognare e vivere a colori.
E questo è un altro incipit.

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