ɒnðə bʌs

3 febbraio 2010


Labirinti di vite,
si intrecciano in intercapedini
Fluiscono
Cultura colore forma pensiero odore idea di sé
dell’altro, del tutto, nessuna idea.
All’unisono
viaggiamo nella stessa identica direzione
con l’illusione che a fermate diverse corrispondano percorsi differenti.
Tra gli sguardi che fuggono e cercano altrove l’appiglio
per non diminuire gli spazi e salvaguardare le distanze.

Ma noi, che ci troviamo nell’incomprensibile punto di intersezione di tanti mondi molteplici e contraddittori, siamo nella condizione di venire sopraffatti all’improvviso da una difficoltà che in nessun modo si ricollega alle nostre capacità e al loro uso: una difficoltà “estranea”. (*)

Idea disegna il ricordo di un pensiero che non si sa su un foglio che non c’è. Parti che prendono un pugno, avvertono il colpo, stramazzano al suolo, vengono trattenute indietro e catapultate avanti nel tempo x, quello in cui inciampi e ti accorgi della loro esistenza, ti concentri sul colore del livido e capisci perché non hai detto ahi.


Ma… Pssssttt… Ho preso una cotta… Ti rivedrò?


Io giro intorno a Dio, intorno all’antica torre – e giro per millenni e ancora non so, se sono un falco, una tempesta o un lungo canto (*)

(*) Rainer Maria Rilke

Metafora della metafisica dell’atopia :-)

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