Holy days. Rewind, parte seconda: psilocibina

20 gennaio 2010

Amanita pantherina
Cappello.
La coppola storta, un cane dalmata un po’ razzista e una ragazza orientale, mani e vita un po’ irruvidite dall’eczema; non conosce l’italiano, si incipria il volto, sceglie la sua coppola; “h-h” e disordinati sì-sì con la testa sono i suoi unici, ovattati gesti di assenso. Il diniego sarà in quello che le rovina la pelle?
Lamelle. Interstizi di pensieri.
Gambo. Quello del fiore già consumato, cinque euro per un volto scuro, immigrato con figli vorrebbe lavoro. Dal sud del mondo alla Sicilia il passo è breve.
Anello. Nel segno dei pesci; una specie di amuleto con dentro un buco; il mio ombelico che ora fa il paio con il suo. Lo sai? Il tuo è più profondo.
Volva. Beh, chiamiamola pure vulva.
Carne. E tantissimo pesce. E MarcoTravaglio che pranza al tavolo accanto al nostro… E fffrrrrizzo.
Spore. La sabbia negli stivali, il bagno del 31 dicembre; i sogni; una mail caduta su una giornata come cacca di piccione e poi raschiata via. I didentro, come le mie tonsille, quelle che i santi del paradiso mi hanno visto quando entrando nella Cappella Palatina la bocca mi si è spalancata rispondendo ad un riflesso condizionato da uno splendore inaspettato. Un desiderio tutto zen di stare appollaiata su quel magnifico capitello romanico a contare le tessere dei mosaici… come i secondi compilano i minuti che fabbricano le ore che costruiscono il presente.
Che è il tempo che vorrei conquistare e vivere.
Reinventare sotto l’effetto allucinogeno di un fungo.

Flowers that bloom at midnight


“My art originates from hallucinations only I can see (…) I create pieces even when I don’t see hallucinations, though. (…) By obliterating one’s individual self, one returns to the infinite universe.”
Yayoi Kusama

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9 Responses to “Holy days. Rewind, parte seconda: psilocibina”

  1. middle Says:

    Sul bagno il 31 dicembre, e la cappella palatina, ho avuto un lievissimo sussulto di dannata, zozzissima invidia. Quando ci sono stata io, era tutta incerottata dai restauri. Però, per compensare, ci hanno fatto salire sul soffitto a vedere da vicino gli intagli in legno. Che erano bellissimi. Però io volevo i mosaici, uffa.

  2. filippo Says:

    Io mi sono seduto sull’altare della basilica di San Marco. Cioè mi ci sono seduto sopra, di notte, raccontando barzellette. Ho perduto la fede solo per non dovermi beccare qualche punizione divina.

    • ms.spoah Says:

      Mmmmmh, quindi -Holmes- quest’uomo un tempo aveva la fede… Mmmmmh….
      Ma chi ti ci ha fatto entrare di notte nella basilica? Il mistero si infittisce…

  3. evasoxcaso Says:

    Uhm. Ci devo pensare.

  4. ms.spoah Says:

    Uhm. A che?

  5. eridanya Says:

    con chi ce l’aveva il dalmata razzista? con i cani che non hanno le macchie? ma guarda un po’ che incivile!

  6. ms.spoah Says:

    Ancora peggio: pare abbai rabbioso contro gli umani che le hanno le macchie… tipo i barboni, i rom, i neri… altri ed eventuali… L’avranno fatto addestrare da un bossiano… ur-can!


  7. […] febbraio 2010 Holy days. Rewind, parte prima. Ho visto. Gatti, cani, colombi e pesci, galline di razze sconosciute, pavoni; quieti, […]


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