Cordoglio e pregiudizio

28 maggio 2009

Stamattina non facevo friiiiizzzz e mi so’ presa paura. Un po’. Nessun dilemma davanti allo stereo: le Faraualla no, troppo allegre. Sì, mi so’ presa paura. Un po’. Confesso.
Ho perso l’entusiasmo, mi son detta. E mò che faccio? mi sono chiesta. Cambio musica. Ho cambiato musica. Le note si son messe a spiegarmi per filo e per segno le cose che avrei voluto non sentire ma che tanto non potevo evitare. Ogni tasto pigiato con cautela, perché è l’unico modo per uscire dalla ragnatela. Il mio ego si è seduto in uno fra i banchi e se ne è fatto una ragione. E’ sempre così: lui, l’ego, alla fine deve fare i conti con sé stesso; girare come una trottola su un unico punto fisso non gli fa bene per niente. E tanto, poi, è lui l’unico che ci rimette. (Eggià!) 

Il fatto è che è morto il padre della mia collega, quella antipatica.
Il fatto è che quando l’ho saputo sono scesa dalle nuvole, perché non immaginavo che la situazione fosse così grave… Qui le informazioni circolano in un modo strano… Nel flusso ti ci devi tuffare con decisione, sennò ne rimani irrimediabilmente fuori e va a finire che tante cose se riesci a saperle è solo per puro caso. Non mi ci sono ancora abituata. Non ho ancora individuato una strategia adattiva. Ho la vaga netta sensazione che dovrei smussare qualcuno dei miei angoli e sto ancora scegliendo il calibro della lima. Forse tergiverso. Certe cose si imparano con un po’ di fatica.
Il fatto è che quando l’ho saputo non ho sentito niente, sono rimasta indifferente.
Il fatto è che quell’indifferenza è un blob immane: uno strano polpettone in pixel. Non ha consistenza e ti rimane sullo stomaco. Mi è rimasto sullo stomaco.
Il fatto è che lei si è assentata per i canonici tre giorni e poi ieri è tornata.
Il fatto è che ci ho pensato e ci ho ripensato – dovrò farle le condoglianze – e mi sono pure chiesta come si fa. Le devo dare un bacio o solo la mano? Ma lei un bacio da me lo vorrà? Lo so che non le piaccio. La nostra è una cordiale a volte mal simulata antipatia reciproca.
Cin!
Cin!
Il fatto è che – sì – avevo realizzato che l’unica cosa da fare (noncisonocazzi) non poteva che essere farle le condoglianze come chiunque altro, ché se non l’avessi fatto mi sarei sentita un agglomerato di sostanza organica marrone. Che è inutile menare il can per l’aia e che i rapporti tra le persone con la partita doppia – il dare, l’avere – non c’entrano niente. E quindi in realtà (a me) poco importa se quando ero più o meno evidentemente turbata e congestionata dalla visione al di là di un vetro di mio fratello che passeggiava mica tanto tranquillamente nei gironi dell’inferno, qui non ho trovato occhi né parole né meno scartoffie sulla scrivania, quelle continuavano ad accumularsi con una certa noncuranza… D’altronde dell’impatto emotivo che sugli altri abbiamo siamo noi i primi responsabili. E allora, va bene. Fa niente. La vita si scrive su un quaderno un po’ a matita un po’ no: certe cose si possono anche cambiare.
Poi il fatto è che ieri quando lei è entrata io ho fatto un piccolo sobbalzo, son scattata per sollevare il culo dalla sedia e poi invece ci sono rimasta inchiodata: l’altra collega l’ha accolta solo con un ciao mesto e sommesso senza aggiungere altro e tutti i miei ragionamenti si sono sbriciolati… Perché non le ha detto niente? Sono cambiate le regole?
Il fatto è che il dilemma l’ho risolto tardivamente solo ieri pomeriggio, quando mentre andavo via scendendo le scale mi si è accesa quella fioca lampadina che è il mio cervello: Ci sono i funerali, sai, cocca? E gli altri le condoglianze gliele avranno fatte in quell’occasione.
Ragion per cui stamattina le ho chiesto pure scusa.
E vi giuro, sto molto molto meglio.

Altre ed eventuali.
Un cane lupo dell’antidroga al guinzaglio di una divisa verde militare con occhi azzurri mi ha salutato mentre scendevo dal treno…Domanda: chissà se si possono accarezzare. Risposta: mi sa di sì.
Ho visto una donna di colore con degli hot short mozzafiato ed una maglietta striminzita che ondeggiava sui suoi tacchi a spillo e mi so’ presa paura pure per lei.
Ho una camicia da fricchettona blu dipinto di blu che svolazza al vento…Perché …vuoi metter l’energia del blu dipinto di blu invece del rosa antico? E poi la camicia rosa antico era più difficile da stirare…come tutte le cose un po’ troppo romantiche. Pirla! (Occhei, sono tornata normale.)


stranieronellanotte
stranieronellanotte il 28/05/09 alle 10:24 via WEB
in primis grazie del bel post che ci regali oggi. in secondis (ma si potrà dire?) complimenti. in terzis (idem come sopra) come sta tuo fratello? (praticamente è per lui che ci siamo conosciuti qui, ti ricordi?). in quartis (ovviamente) ….beh niente un sorriso.

ms.spoah
ms.spoah il 28/05/09 alle 10:52 via WEB
In primis e in secondis, grazie grazie, sei gentile :-)
In terzis, certo che mi ricordo e – guarda un po’ – ci pensavo giusto qualche giorno fa.
In quartis, :-))

ms.spoah
ms.spoah il 28/05/09 alle 12:09 via WEB
P.S. (In terzis) Sta meglio…per quanto i ritmi e la riconquista della sua vita “normale” siano ancora un’oasi mica tanto vicina.

stranieronellanotte
stranieronellanotte il 28/05/09 alle 15:39 via WEB
sono proprio contento che tuo fratello stia migliorando. e poi ha te come sorella è l’oasi sarà meno lontana. (e..insomma devo ringraziare al tuo ermano se bazzico per sti posti).

ms.spoah
ms.spoah il 29/05/09 alle 09:12 via WEB
Bah, l’associazione tra oasi e sorella è alquanto ardita, visto che la sorella sarei/sono/sarò io…Però apprezzo il pensiero
:-)

no.snob
no.snob il 28/05/09 alle 16:23 via WEB
questa mattina alle 7.35 ho stirato una camicia color cacao e proprio quando mancavano gli ultimi cinque centimetri è magicamente apparsa una macchiolina, sì la camicia era color cacao…

ms.spoah
ms.spoah il 29/05/09 alle 09:12 via WEB
Color cacao, eh?…Sento delle strane vibrazioni…Mah!

evasoxcaso
evasoxcaso il 28/05/09 alle 17:02 via WEB
Hai fatto bene. Punto. Antipatia o non antipatia. Certe cose vanno fatte. Comunque. E quello che sarà, sarà….

ms.spoah
ms.spoah il 29/05/09 alle 09:14 via WEB
Punto. Bello luuuuui!! (Grazie, mister) :-)

charliebrowna
charliebrowna il 28/05/09 alle 20:00 via WEB
Certe situazioni comunque le si viva, le si vive male. Perchè son brutte e triste di per loro. Far quel che si sente, è sempre la via più semplice per venirne fuori conunsospirodisollievoenuovamentesestessi. :*

ms.spoah
ms.spoah il 29/05/09 alle 09:14 via WEB
Un sospiro, due sospiri, tre sospiri, quattro sospiri…Poi un giorno rinsavirò anche. Prima o poi succede. O no? Un bacio, Charlina :-))

cingomma
cingomma il 28/05/09 alle 22:44 via WEB
Non ti ci vedevo nell’indifferenza.. hai fatto bene a rompere la barriera. :-**

ms.spoah
ms.spoah il 29/05/09 alle 09:16 via WEB
Neanch’io mi ci vedevo, ché mica avevo uno specchio…ehm…Ciiingggg, salvami da me stessa!! Vabbé, è chiedere troppo :-D Tantibbbaci.

noraa66
noraa66 il 28/05/09 alle 23:42 via WEB
mi ci ritrovo da molto tempo in situazioni di indifferenza. sento che dovrei provare qualcosa, che sarebbe normale provare qualcosa, ma non mi esce niente. poi mi ritrovo a costringermi a parlarne, a fare condoglianze a trovare giustificazioni per la mia indifferenza. non ultima la mia amica che è morta. ma vabbè, da me tutto cominciò a 13 anni…. un abbraccione “pirla”!! ahahahahhahahahaha

ms.spoah
ms.spoah il 29/05/09 alle 09:17 via WEB
Pirla a chi!!?? Ma sono cose!? Ti abbraccio, indifferente del piffero (a chi vuoi darla a bere!) :-**
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