Hai ku?

17 ottobre 2020

Mutevoli le stanze

flemmatici i ruoli
glassata la stima

asprigni gli agrumi

pesca e mela l’affetto

Go-Go Tales

14 ottobre 2020

Faceva la lap dance avvinghiata al palo del suo ruolo di mamma, turgidi i muscoli, turgida e rigida la psiche. Quando era in alto scuoteva la testa, per ogni capello appena fatto una parola santa; sopra tutti, kajal sulle palpebre, giudizi come telegiornali, chicchi di riso generosamente sparsi sulle folle immaginate dei pochi astanti in carne ed ossa: un ruolo, una Virtù.

Però prova a rimanere impassato crème caramel fuori dal vergato vasetto di plastica e poi dimmi se riesci a tenerti salda e dura così, senza che il caramello ti sia di peso o se per caso l’aria intorno non ti sia di impiccio per conservare quella forma e quella gestualità forgiate, alla base di quel palo che ti fa da totem.

Parafunzioni

8 ottobre 2020

Pensavo fosse amicizia,

invece era un guinzaglio.

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Non assunti, dipendenti

7 aprile 2020

Quelle volte che.

Ed eccolo, quel qualcuno qualsiasi racconta, contrito, col sopracciglio provato dalla memoria di un certo periodo passato, avvolto nella new age delle libagioni sensoriali presenti, che 《mi son chiesta se stavo percorrendo la strada giusta》.

Ti viene in mente una sola risposta plausibile: 《Se stavi andando a fanculo, sì, era la strada giusta》.

Poi ti si allineano le sopracciglia.

Drink, book, aperitif, divano in pelle euro due, cane, parole, fiorentini, pugliesi, torinesi dalle vocali aperte. Ti presento un libro, tutto il resto sfuma: la mietitura ingoia la nebbia.

Urbi et orbi

20 febbraio 2020

Qui c’è troppo silenzio, disse il topo.

E il gatto se lo mangiò.

Essere ovunque e da nessuna parte

Interpretare il mondo commentando dogmatici e arcigni eventi e persone raccontati da altri

Visitare i musei se e solo se il telefono è sufficientemente carico per scattare foto

Come fare un tuffo a mare e rimanere asciutti.

Lamp ed usa

28 settembre 2019

Caldo umido, ma non troppo, e profumo incongruo di salsiccia arrostita.

La vacanza è cominciata.

Ieppà!

E non sa come si fa: legge un libercolo con le istruzioni, qualche disegnino e un tot di pagine bianche in coda.

Ma la vita è un libro illustrato della memoria?

No, la vita si disegna.

Quindi cominciò a capire. D’altronde aveva o no imparato a nuotare?

Aveva.

C’era una tigre, splendida.

Con me da anni, vissuti intensamente.

Fiera e bellissima felina, come gatta, ma tanto più grande.

Inavvicinabile, per scelta e per timore. Il mio.

Ruggiva a tratti. Temevo risvolti tragici per età e per follia, temevo gli effetti del cimurro dell’inconsapevolezza funzionale.

Lo sguardo, il pelo, la dimensione. Cosa c’è nel cuore di una tigre magnifica, sola, che cerca di ficcarsi nel trasportino di un gatto non appena ti chiudi alle spalle la porta di casa?

Il fascino incredibile di un dolore che, come l’elefante, nella 500 non ci sta.

Eppure rimane così elegante,

Così bella,

Così.