Desiderio con desiderio
6 aprile 2012
Io sono nero di amore
Ci sono idee con cui puoi solo scopare,
né fanciullo né usignolo
altre con cui puoi fare solo l’amore,
tutto intero come un fiore
altre ancora con cui fare l’amore e scopare si fondono in un’unica cosa imprenscindibile.
«Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.»
(Pier Paolo Pasolini)
Ci sono idee con cui puoi solo scopare,
né fanciullo né usignolo
altre con cui puoi fare solo l’amore,
tutto intero come un fiore
altre ancora con cui fare l’amore e scopare si fondono in un’unica cosa imprenscindibile.
«Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.»
(Pier Paolo Pasolini)
Polvere
22 marzo 2012
In vorticosa fissità osservo i miei picci e li chiamo inadeguatezza,
fili come coriandoli giapponesi a legare tutto il mondo intorno, i suoi lutti e i suoi colori.
Poche parole balsamo scartabellando tra cianfrusaglie e riflessioni, gesti e crepe.
Ossevo attonita e non capisco fino in fondo.
p l e H leggo allo specchio, ma non voglio assemblarlo in un pensiero compiuto.
Ingoiato da qualche parte e sputato in aria, mi ricade in testa in pulviscoli atmosferici,
polvere di stelle e nitriti in crine di cavallo.
fili come coriandoli giapponesi a legare tutto il mondo intorno, i suoi lutti e i suoi colori.
Poche parole balsamo scartabellando tra cianfrusaglie e riflessioni, gesti e crepe.
Ossevo attonita e non capisco fino in fondo.
p l e H leggo allo specchio, ma non voglio assemblarlo in un pensiero compiuto.
Ingoiato da qualche parte e sputato in aria, mi ricade in testa in pulviscoli atmosferici,
polvere di stelle e nitriti in crine di cavallo.
Fratelli
20 marzo 2012
Ammaliati da un insano perfezionismo in vortici inconsulti, congelati i pensieri immobili in movimento, schiocchi, applausi e sassolini rotolano, si fermano.
Ignari attraversano la strada, occhi chiusi, ruote grandi, marciapiedi inciampati, fuoco. Fiamme.
Si ritrovarono ad un crocicchio che qualsiasi strada andava bene, si guardarono e sorrisero.
Si abbracciarono senza dirselo e continuarono nei loro percorsi così diversi e così simili senza mai perdersi di vista.
C’era una volta, anche se sembra non c’entri, un fico
9 dicembre 2011
C’era una volta un fico
che non era d’India,
che non era frutto,
che non era albero,
che non era bellimbusto,
che non era vulva per la sgambetta fatta alla o,
che non era il fico dell’orto, ma ne era contento.
C’era una volta un fico che non era questo e non era quello,
che poteva essere brutto o bello;
c’era una volta un fico che era quello che voleva
e nessuno lo sapeva.
E c’era una volta un fungo
lungo,
un punto,
un contrappasso,
un sorpasso
azzardato,
un tratto
sbavato,
un gatto
matto,
un giorno,
un’ora
tuttora
e così via,
un mucchio di cose ancora.
Smottamenti
19 settembre 2011
Ambizioni come cioccolata di pregio. Come cioccolata elitaria, soggette all’indiscriminato, miope, stupido aumento dell’IVA. Inflazionano l’anima di vacuità. Idiozia poco partecipe di sé, non esclude la dolcezza ma include quel disago rabbioso che occlude il giorno e oscura l’intima notte privandola delle sue luci soffuse e dei suoi bagliori tenui.
Nuove montature non servono per vederci meglio.
Prima che arrivi il giorno
14 settembre 2011
prima che arrivi tu,
prima che sopraggiunga il domani conclamato dal trillo hi tech della sveglia rosa e piatta,
prima che un’altra cimice vibri la sua recherche volteggiando intorno alla luce del lampadario,
prima che ancora e ancora e ancora una volta la riaccompagni fuori perché continui in libertà i suoi voli verde pindarico metalizzato,
prima che la gatta sbadigli,
il suo tappo di giochi rotoli
e il cielo miagoli
Prima di tutto,
e dopo,
e in ogni interstizio visibile a terzo occhio nudo
un sapore di sale, mare e terra.
Sbucciare un’idea
21 maggio 2011
trovare solo un bitorzoluto nocciolo
Sciacquare la buccia,
temporeggiare,
stare dentro
il bene e il male
limare i pensieri
(e lì, mare)
Cercare una forma di clemenza
che sia una coraggiosa sintesi
della grazia femminile e della severità maschile
(mie?)
(mie, tue, sue, nostre, vostre, loro)
e non mi sottragga dalla paura
ma mi aiuti a sopportarla e penetrarla
Scoprire i semi
e rispettare i germogli
Catalizzare la degradazione di legami
ad ottenere composti più semplici.
Quei giorni che
9 maggio 2011
Senz’azioni
31 marzo 2011
Signa signorum, parole scritte
Un contratto firmato e rimanere senza casa
Metafore
Come una ceretta sull’anima e uno strato in meno di pelle
Contraria contrariis curantur, le malattie si curano coi rimedi contrari
Oppure la malattia è proprio il rimedio contrario?
Nosce te ipsum, conosci te stesso e non sopravvalutarti; la verità è dentro di te
La cerco, in una serie di labirintiche volute in cui l’unico percorso che devo escludere è quello a ritroso
Ab aeterno, da tutta l’eternità, da tempo immemorabile
“ragazza madre” in esterofilia di sé stessa
Ab imis (fundamentis), dalle più profonde fondamenta
Ab intra, dall’interno
Ab ovo, dalle origini
è scaturito un pianto
non previsto
Mi sono sentita in un abbraccio strano un po’ ridicolo sotto le mani
e non volevo altro
Apparato osseo a contatto con i polpastrelli e estrema mollezza dentro
Un bruco,
un gambero senza carapace,
una muta e non una mutante
Come si fa a vomitare il vuoto?
La mente gioca e mi chiede il pieno
ma è uno sberleffo,
un trucco
Aquila non capit muscas, l’aquila non va a caccia delle mosche
Lo so
Castigat ridendo mores, ridendo corregge i costumi
Lo so
Senz’azioni, sono posseduta. Da me.
Se mi lascio, rido.
Un contratto firmato e rimanere senza casa
Metafore
Come una ceretta sull’anima e uno strato in meno di pelle
Contraria contrariis curantur, le malattie si curano coi rimedi contrari
Oppure la malattia è proprio il rimedio contrario?
Nosce te ipsum, conosci te stesso e non sopravvalutarti; la verità è dentro di te
La cerco, in una serie di labirintiche volute in cui l’unico percorso che devo escludere è quello a ritroso
Ab aeterno, da tutta l’eternità, da tempo immemorabile
“ragazza madre” in esterofilia di sé stessa
Ab imis (fundamentis), dalle più profonde fondamenta
Ab intra, dall’interno
Ab ovo, dalle origini
è scaturito un pianto
non previsto
Mi sono sentita in un abbraccio strano un po’ ridicolo sotto le mani
e non volevo altro
Apparato osseo a contatto con i polpastrelli e estrema mollezza dentro
Un bruco,
un gambero senza carapace,
una muta e non una mutante
Come si fa a vomitare il vuoto?
La mente gioca e mi chiede il pieno
ma è uno sberleffo,
un trucco
Aquila non capit muscas, l’aquila non va a caccia delle mosche
Lo so
Castigat ridendo mores, ridendo corregge i costumi
Lo so
Senz’azioni, sono posseduta. Da me.
Se mi lascio, rido.
Guerra
22 marzo 2011
L’uomo, immobile, era cieco
Aveva un dito sull’aggeggio dei bottoni
e l’altro sui bottoni dell’aggeggio
Non conosceva nessuna lingua
e nessuna lingua conosceva lui
Erano muti i giorni
sordi i vivi
e i morti urlavano in silenzio.
Aveva un dito sull’aggeggio dei bottoni
e l’altro sui bottoni dell’aggeggio
Non conosceva nessuna lingua
e nessuna lingua conosceva lui
Erano muti i giorni
sordi i vivi
e i morti urlavano in silenzio.





