Ci sarà una volta una scienziata che sarò io.
Quando sarò scienziata libera (sottolineo libera e non strizzatela troppo quella parola lì, ché dentro c’è un sacco di succo e succo di sacco) intanto, visto che loro, i cattivi capitalisti non me ne daranno, per implementare le mie ricerche inventerò in un battibaleno fenomenico un modo per fabbricare i soldi o un modo per farmi bastare e avanzare quelli che ho, cosa che, mi sa, è moltissimo più semplice della prima che ho scritto…Già il teletrasporto, per esempio, è un bel risparmio anche per andare in vacanza. Poi inventerò un amorometro, tra le altre cose. E una giusta unità di misura…una roba alla Willy Wonka. Servirà a capire alla svelta le persone che non vogliono decidere per sé e cercano qualcuno che decida per loro, in un tribunale con i banchi di cioccolato. L’amorometro verrà utilizzato per dirimere le questioni delle coppie noiose e spaventate che non si sanno decidere; quelle che però,
se lo strumento scientifico sancisce che nun ce sta niente da fa’, loro si dimettono dal ruolo di scassaminchia accoppiati e si dedicano finalmente e bellamente ad altro, senza sensi di colpa e senza pippe. E vissero felici e contenti.
I figli, se ci sono, nel frattempo ciucceranno cioccolato…un poco dietetico, ma senza schifezze dentro…vedrò di inventare pure quello, sennò mi diventano obesi e non va bene.
Poi il giudice li porterà al parco.
(bla bla bla..piripì piripà)
[05/11/2009 17.22.53] scrive: (chuckle)
The end
(E pensate, vi risparmio il racconto dell’horror vacui Trenitalì. Mica cazzi…Scusate, mi sono sfavolata…)